venerdì 9 dicembre 2011

un viaggio da dio

E la solita giornata del cazzo è cominciata, dalle tapparelle semi-aperte entrano raggi solari che disturbano il mio post-sbornia; ogni mattina prometto a me stesso di smettere di bere, ma tutte le notti, nel mio letto, a malapena mi riconosco. Provo, anche se frastornato, ad alzarmi e dopo imprechi vari ed essermi grattato per bene il culo, riesco finalmente ad arrivare in bagno. Mi guardo allo specchio e mi faccio schifo, mi tocco gli zigomi, il naso, gli occhi e mi sembra che quel viso riflesso non sia il mio, ma è impossibile, non sono mica in un film dove uno la notte si addormenta che è mickey rourke e quando si sveglia é jessica alba,
. Bah, ma che cazzo mi prende la mattina!? Dopo aver risolto questa mia perplessità, data più dai postumi dell'alcool che dalla realtà, mi decido a concedermi il primo di una lunga serie di caffè. Tento di riprendermi con una colazione abbondante anche se so che non funzionerà, ma ci provo comunque, e mentre aspetto che dalla moka esca fuori il nettare degli dei che mi regala linfa vitale, bevo un bicchiere di latte, bianco e freddo, ma ovviamente come tutte le mattine è più il latte che verso per terra e sul piano colazione che quello che riesco a ingurgitare e mentre insulto tutti i santi del paradiso per il casino che ho appena combinato, il caffè fuoriesce dalla moka sporcando il fornello. E' proprio un buon risveglio! Incazzatissimo con Dio e tutto il mondo prendo atto della mia indisponibilità nel prepararmi la colazione e decido di farla al bar vicino il mio appartamento, neanche il tempo di aprire la porta di casa che già la mia mano si è catapultata nella tasca sinistra dei jeans, dove tengo le sigarette, e senza accorgermene sto già fumando la prima del giorno. Mi metto in cammino verso il bar e d'un tratto sento urlare alle mie spalle: "Africa!", è Berto, il vecchio meccanico che ha l'officina poco distante da casa mia, Africa è il soprannome che mi ha appioppato sin dalla prima mia apparizione nel quartiere per via della mia carnagione pallidissima, sono così bianco che a volte mentre mi guardo nudo allo specchio mi sento come un camaleonte perché mi mimetizzo col bianco del muro... CONTINUA...